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Mar dei Caraibi

Gli indiani Kuna e le San Blas, l'ultimo paradiso incontaminato dei Caraibi

Gli indiani mai conquistati

I Kuna sono gli indiani di Panama e della Colombia. Essi vivono in tre differenti 'comarcas' (riserve) a Panama, in alcuni piccoli villaggi della Colombia e in alcune piccole comunità a Panama City e a Colón. Attualmente la popolazione dei Kuna è composta da circa 50.000 persone, la maggior parte delle quali vive nella comarca più grande, il Kuna Yala, corrispondente al territorio dell'arcipelago di San Blas. Le altre due comarcas di Panama sono Kuna de Madugandí e Kuna de Wargandí. I Kuna vivevano in quella che attualmente è la Colombia al tempo dell'invasione spagnola e solo più tardi essi si sono spostati più a ovest in quello che adesso è il Kuna Yala. Vi è un largo consenso sul fatto che questa migrazione sia stata dovuta al pessimo trattamento riservato ai Kuna dagli invasori spagnoli, anche se i kuna tendono a valorizzare altri motivi, come i conflitti con altre popolazioni indigene e l'eccessiva presenza di zanzare sulla terraferma.

Organizzazione sociale e politica

L'organizzazione sociale e politica dei Kuna è assai interessante e sopravvive ancora oggi, immutata da millenni. Nel Kuna Yala ciascun villaggio ha la sua organizzazione politica autonoma ed è guidato da un Sahila (pronuncia "sai-lah"). Il Sahila è contemporaneamente il leader politico e spirituale della comunità: egli conosce a memoria e custodisce le canzoni che raccontano la sacra storia del popolo kuna e le trasmette agli altri membri della comunità. Le decisioni sono prese in riunioni che si tengono quotidianamente nella Onmaket Nega (Casa del Congresso), una struttura presente in ogni villaggio e che viene utilizzata per fini politici e spirituali. E' nell'Onmaket Nega che il Sahila canta le storie e le leggende del popolo Kuna ed amministra la vita politica e gli affari sociali quotidiani del villaggio. Il Sahila è solitamente affiancato da uno o due voceros, che svolgono contemporanemante la funzione di interpreti e di consiglieri. Infatti i canti e la narrazione della tradizione orale vengono fatti nell'antico dialetto tradizionale, per cui la recitazione dello Sahila è frequentemente seguita da una spiegazione da parte dei voceros in dialetto moderno o in spagnolo. Le famiglie Kuna sono matrilineari e, in parte, matriarcali. Dopo il matrimonio lo sposo deve vivere nella casa della suocera e lavorare per il suocero. Vi sono 49 comunità nel Kuna Yala e l'intera regione è amministrata dal Congresso Generale dei Kuna, che è retto da tre Sahila Dummagan o Grandi Sahilas. Durante le prime decadi dello scorso secolo il Governo Panamense cercò di sopprimere le tradizioni ed i costumi locali dei Kuna. Questo scatenò una strenua resistenza, culminata con una breve quanto agguerrita rivolta, guidata da Iguaibilikinya Nele Kantule. L'insurrezione si concluse con la vittoria dei Kuna e la firma di un trattato in cui il Governo Panamense concedeva al fiero popolo indigeno un certo margine di autonomia culturale ed amministrativa. Da circa 30 anni gli indiani Kuna eleggono il loro rappresentante nel Parlamento di Panama e nel 1999 un Kuna è stato nominato Presidente dello stesso Parlamento.

Economia

L'economia del Kuna Yala è basata sull'agricoltura e sulla pesca, con una lunga tradizione nel commercio. La dieta dei Kuna è formata soprattutto da banane, noci di cocco, pesce, cacciagione e da qualche animale domestico; gli altri alimenti vengono importati. Le noci di cocco e le aragoste sono i maggiori prodotti da esportazione ed assieme alle molas forniscono la maggior parte del reddito. Le merci importate provengono da navi colombiane e vengono vendute in negozi gestiti dagli stessi Kuna mentre il turismo è una parte importante dell'economia della regione di Carti.

Cultura

Gli uomini Kuna non fanno caso al loro abbigliamento e il più delle volte si accontentano di una maglietta e di un paio di pantaloncini, ma le donne Kuna curano moltissimo il loro aspetto e perpetuano la tradizione attraverso il loro vestiario. Le donne Kuna sono famose per le loro molas, dei tessuti artistici colorati ottenuti con una tecnica speciale che prevede l'utilizzo di più strati di stoffa di vari colori. La tessitura delle molas, le quali vengono utilizzate nel costume tradizionale femminile o vendute ai turisti, costituisce la principale attività delle donne del Kuna Yala. La lingua dei Kuna è il Dulegaya, un'idioma nativo americano; la seconda lingua è lo spagnolo, che viene usato in tutti i documenti scritti. Malgrado venga ancora parlata da circa 50.000 persone, la lingua il Dulegaya è considerato in via di estinzione. I Kuna hanno un'alto tasso di albinismo: secondo la mitologia kuna gli albini hanno un posto speciale. Essi sono considerati una razza di guerrieri che hanno il compito di difendere la luna da un drago che a volte cerca di mangiarsela: l'eclissi. Durante le notti d'eclissi i kuna si rinchiudono nelle capanne e gli albini escono nella notte, armati di speciali archi e frecce, per impedire al drago di mangiare la luna.
Questo popolo fiero e geloso custode della propria cultura e della propria tradizione ha permesso che le isole dell'arcipelago di San Blas restassero un paradiso incontaminato. I Kuna, ancora oggi, vivono senza il telefono, il cellulare e, molto spesso, anche senza la corrente elettrica ma, soprattutto, non permettono a nessuno di turbare l'equilibrio dell'ecositema, con cui vivono in simbiosi da secoli e che custodiscono gelosamente come le loro tradizioni. E' solo grazie ai Kuna che le San Blas sono rimaste l'ultimo pezzo intatto dei Caraibi ed una crociera in barca a vela o in catamarano è il modo migliore di visitare questo paradiso.

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